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AIRIN - Ingegneri per l'Innovazione
Workshop sulle startup PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 23 Novembre 2012 08:27

Il prossimo 1 dicembre si svolgerà un workshop con una forte componente interattiva e di coinvolgimento per le startup dal titolo “Startup: dall’idea all’impresa” . L’evento, gratuito,  si propone, attraverso la formazione di gruppi di avoro e momenti di brainstorming, di illustrare una panoramica di tutto quello che bisognerebbe curare per rasformare un’idea apparentemente valida in un business profittevole nel settore digitale.

  • Cosa aspettarsi quando si ancia una startup?
  • Come inquadrare la propria vision e ission, e quali sono gli strumenti per valutare le proprie dee in modo obiettivo?
  • Quali sono le differenze tra una uona idea e una cattiva?

Come riuscire a comunicare la ostra idea in modo efficace in un elevator pitch? Pro e ontro della ricerca di un investitore. Durante il workshop aranno affrontati questi argomenti, l’audience sarà divisa in ruppi di lavoro e questi dovranno pensare e formalizzare la resentazione delle propria idea sotto forma di elevator pitch. Essendo i posti limitati affrettatevi a prenotare ed aspettate conferma della stessa.

I Relatori sono:
Ing Giuliano Iacobelli
- Co Founder Stamplay
Ing. Antonio Leonforte
- Co Founder Fhoster

Interverrà l'Ing Francesco Marinuzzi, presidente AIRIN.

Per il dettaglio del programma e per la registrazione seguite questo link.

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Novembre 2012 12:12
 
L’Ingegnere 2.0 e la larga banda in mobilità PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 20 Novembre 2012 12:21

Dando semplicemente uno sguardo intorno è facilmente percepibile l’attrattività e la diffusione dei dispositivi mobili (smarthphone, tablet e simili). Ne siamo circondati e spuntano come funghi nei posti più impensati: le pagine intere dei giornali di pubblicità degli operatori mobili colmano le eventuali lacune semmai ce ne fosse bisogno.

Fioriscono e si moltiplicano anche i tanti che osservano il fenomeno e lo pongono all’attenzione di tutti, soprattutto degli analfabeti digitali attuali od ex in parte immedesimandosi in loro.

L’innovazione va anticipata e prevista per tempo per facilitare i giusti investimenti ma non è questa un arte facile, anzi. Il settore è pieno di previsioni e scelte dimostratesi sbagliate. Solo per rimanere nel settore mobile si pensi al videotelefonino, al flop degli MMS, al tv-fonino e cosi via.

Nel lontano 2003, il sottoscritto scrisse per l’editore Franco Angeli un testo insieme al collega Francesco Tortoreto dal titolo significativo “GPRS, UMTS, WIFI e le tecnologie di IV Generazione: il futuro della comunicazione mobile”. E’ interessante leggerlo ora, a distanza di 10 anni, per capire quanto fu previsto correttamente.

Cosa dobbiamo aspettarci nel medio periodo e quali sono le applicazioni digitali che possono darci maggiore valore aggiunto?

Iniziamo a dire quelle che rischiano di privarci del nostro valore aggiunto. Grazie ai social network e alla digitalizzazione di molte scelte stiamo accumulando un grande capitale comportamentale che è possibile spenderlo efficacemente se solo ne fossimo consapevoli e se iniziassimo ad essere più accorti contro le sottrazioni dello stesso ad opera dei player principali.

Si stima che molte APP che installiamo sui telefonini a cuor leggero aprino dai 5 ai 10 canali di comunicazione verso altri siti per trasmettere le informazioni più disparate sul nostro comportamento mediato dal telefonino (si può andare dalla posizione geografica, ai siti visti, alle app installate, al loro uso, ai post e alle notizie della nostra rete social, eccetera). Non tutte lo fanno, vero. Ma è anche vero che, almeno su iphone, studi approfonditi hanno verificato in specifici casi la presenza di questi “canali” comunicativi “sottostanti”. D’altra parte la chimera di tutto è gratis non è sostenibile.

La nuova moneta con la quale paghiamo molte volte i servizi è proprio quella del nostro capitale comportamentale. Quando installiamo e scarichiamo una APP facciamo un forte atto di fede confermato spesso dalle richieste di autorizzazione che l’APP fa di accedere direttamente alla rete internet tramite il nostro account (attenzione ai costi aggiuntivi del traffico), e al nostro telefonino: il problema è che quella è spesso una zona molto intima e contiene dati, foto personali e sensibili. Se poi leghiamo l’account della APP a quello di Facebook stiamo condividendo anche tutta la nostra rete sociale con ulteriore fattore di esposizione.

Si intenda, condivedere è “bello” ma condividere “tutto” può creare problemi non di poco conto! Il tutto dipende dal caso specifico.

Un esempio.

Un gioco affermato internazionalmente e installato in milioni di dispositivi è improbabile che abbia interesse al nostro comportamento in quanto “Mario Bianchi”, piuttosto può sfruttare certi nostri interessi per far apparire della pubblicità contestuale correlata. E cosi via.Tante app danno valore aggiunto al dispositivo ma non installatele perché tanto “non costano” perché in vero la maggior parte costano  in termini di vostri dati che “trasmettono e memorizzano”. Chi vuol approndire il discorso vada pure su caffeit.airin.it a leggere un articolo sul “valore della privacy”.

Passando alle soluzioni a forte valore aggiunto torniamo al testo già citato e alla disponibilità recentissima su Roma delle tecnologie di IV Generazione.

Questa infrastruttura permette finalmente  la realizzazione conveniente ed efficiente di una serie di soluzioni innovative sulle quali si parla da anni con scarsi risultati operativi nel nostro settore degli ingegneri.

L’obiettivo è quello di aiutare i colleghi, soprattutto del primo e secondo settore, a fronteggiare la crisi e i costi relativi alla strumentazione informatica. Oggi, infatti, diviene possibile mutare radicalmente i costi e trasformarli da “a priori” e “fissi” in “minimali e variabili” e “a posteriori”.

Tutti noi ingegneri potremmo avere a disposizione una potenza virtualmente infinita  di calcolo e tutte le versioni licenziate del software necessario tecnico e generico di qualunque valore ad un costo infinitesimo e in totale mobilità e sicurezza nell’accesso e nella protezione del nostro lavoro.

L’unione della cultura digitale, della virtualizzazione, del cloudcomputing, della rete mobile a larga banda e di una necessaria economia di scala tematica può garantire tutto ciò al costo del nostro capitale e patrimonio comportamentale opportunamente anonimizzato e valorizzato da una guida illuminata e centralizzata. Anzi. Se siamo bravi ne possiamo anche ricavare un guadagno.

Ma servono tutti i fattori suddetti e la rete mobile è fondamentale. Il fattore critico e strategico più sottile da raggiungere oltre alla cultura digitale è quello dell’economia di scala tematica ma è a portata di mano visti i numeri dell’Ordine di Roma e degli ingegneri in Italia (circa 200.000 mila oltre agli architetti che spesso condividono oltre a INARCASSA molti software simili nel settore civile ed edile).

Vi siete incuriositi, volete avere maggiori dettagli, una roadmap dei passi e come fare il tutto? Non ci credete? Contattatemi pure e ponetemi le vostre domande.

A presto

Francesco Marinuzzi

Presidente AIRIN

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Ultimo aggiornamento Martedì 20 Novembre 2012 13:10
 
I settori dell'ingegneria: paradossi e relazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 30 Luglio 2012 08:46

Dal DPR 328/2001 sono stati definiti tre settori dell'ingegneria di cui due ben noti e tradizionali ed un terzo dedicato all'"informazione".

I primi sono quelli civici ed edili e meccanico,l'ultimo comprende l'informatica, le telecomunicazioni, ingegneria gestionale ed altri indirizzi più innovativi

Potremmo pensarli come tre silos paralleli ognuno a se stante con le sue logiche ed i suoi mercati ma invero non è così, anzi. Come già scritto in altri articoli pubblicati sul blog dell'Angolo del CaffeIT caffeit.airin.it  i primi due settori sono stati letteralmente rivoluzionati dalle innovazioni introdotte dai loro cugini dell'informazione e da tutto il settore dell'informazione e i cambiamenti non sono finiti.

Paradossalmente forse non c'è ingegnere più informatizzato  circondato da workstation, stampanti ed attrezzature digitali di quello civile edile o meccanico. Sicuramente lo sono più di quello dell'informazione che spesso non necessita di tutta quella potenza di calcolo quanto di un maggiore approccio "architetturale" all'intero.

Nella "copetizione" fra colleghi spesso questo fattore non è tenuto in debito conto ma non appena succede qualche problema software od hardware tutti si accorgono, spesso tardi, della criticità di tale infrastruttura nell'attività quotidiana.

Adesso siamo alla vigilia di un ulteriore passo avanti verso la digitalizzazione dell'attività classica dell'ingegnere. Le nuove soluzioni "cloud" unite alla potenza elaborativa degli ultimi device utente permetteranno di creare dinamicamente ed in tempo reale nuove modalità di visualizzazioni delle opere progettate che sostituiranno o meglio potenzieranno i risultati prodotti attualmente dalle soluzioni.

Ma non è oro tutto quello che luccica.

Il mondo digitale ha le sue logiche stringenti che se non vengono rispettate facilmente portano alla delusione di tutte le aspettative. Cosi come è già avvenuto anche per soluzioni a suo tempo prospettate con grande enfasi: si pensi agli MMS, alle videotelefonate, al TVfonino giusto per rimanere nel settore TLC oppure a OS/2, allo standard token ring e all'architettura microchannel di IBM per rimanere in quello IT. E abbiamo citato novità radicali di soggetti o mercati molto grandi abituati a fare analisi preventive.

Il punto, almeno a modesto avviso dello scrivente, è quello di raggiungere una giusta economia di scala e massa critica per poter garantire INSIEME qualità e basso costo.

Ad esempio, se tutti gli ingegneri d'Italia (200.000) già organizzati o comunque rappresentati a livello nazionale dal CNI tramite le strutture provinciali cooperassero verso una "unica soluzione ICT in cloud" tutti i colleghi, soprattutto civile e meccanici potrebbero beneficiare di tutta una serie di soluzioni di FORTE produttività e COMPETITIVITA' anche verso il mercato estero.

Ci sono i presupposti e c'è anche la sensibilità per discorsi di questo genere e pertanto siamo fiduciosi.

I notai, ad esempio, per fronteggiare la forte innovazione che ha introdotto le banche dati, la firma digitale e tante altre soluzioni di dematerializzazione, hanno creato una società "Notartel", non a caso composta di molti colleghi dell'informazione, che gestisce e distribuisce tutte le soluzioni digitali oltre ad offrire altri servizi sul mercato libero.

Perchè anche noi, a livello di CNI, non ci muoviamo in modo simile avendo, tral'altro, le compentenze già in casa?

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Luglio 2012 09:35
 
Un mondo di vetro... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 23 Febbraio 2012 09:54

Realtà virtuale, web 3.0, occhialini google AR, schermi trasparenti flessibili e altre novità stanno per cambiare radicalmente l'esperienza quotidiana di tutti. Di seguito un video che illustra alcuni nuovi scenari.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Febbraio 2012 10:00
 
Lettera aperta al sindaco di Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Dicembre 2011 15:39

Pubblichiamo il testo della lettera inviata al Sindaco di Roma

Illustrissimo Sindaco, caro collega,

mi permetto di scriverTi per segnalarTi una semplice iniziativa di risparmio per l’amministrazione che avrebbe apprezzamento dalla maggior parte dei cittadini di Roma.

Parlo dei blocchi alla circolazione e della possibilità per molti di tenersi aggiornati senza intasare il call center 06 06 60, con i costi connessi nelle lunghe attese o aspettare il TG regionale della sera.

L’idea è quella di attivare nella comunicazione ordinaria relativa al blocco della circolazione anche una informativa sulla possibilità per ogni cittadino di iscriversi ad una specifica mailing list per rimanere aggiornati tempestivamente tramite la posta elettronica anche sul proprio telefonino.

Questo potrebbe essere anche un primo passo verso quella gestione “2.0” partecipata e condivisa della “cosa pubblica” che renderebbe ognuno più fidelizzato e partecipe. Le idee sarebbero tante.

Cordialmente

Ing. Francesco Marinuzzi, Ph.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Dicembre 2011 15:45
 
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