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Il terremoto dell'anima PDF Stampa E-mail

Il 24 agosto scorso è iniziato il tutto. Siamo a più di 4 mesi di distanza e le scosse aumentano in quantità ed intensità lambendo anche Roma che conta i primi “sfollati” e le prime “crepe”. Gli esperti parlano di possibili e prossime nuove scosse anche di maggiore intensità.

Qualcuno parla anche di una nuova dinamica della zona vulcanica dei Castelli anche se poi prontamente precisa tempi molto lontani per il loro “risveglio”.

La tranquillità e la serenità dei nostri concittadini, soprattutto più deboli e più anziani, è messa a dura prova ed è minata ogni giorno ad ogni nuova scossa.

Sarà una strana coincidenza che la parola terra è affine a terrore e terremoto?

Al terrorismo, soprattutto a Roma, ci siamo quasi abituati ma il terremoto colpisce anche e soprattutto nello spazio intimo e privato delle nostre case, nel nostro letto, di notte; anzi le trasforma da ciò che ci è caro e fonte di sicurezza e stabilità in elemento infido, potenzialmente ostile, mortale. Terremota la nostra coscienza e fa crollare i nostri valori e percezione del valore anche simbolico della casa.

Per tamponare, gestire, ricostruire questi crolli profondi non è sufficiente la tecnica, l’ingegneria antisismica, la razionalizzazione. Serve una forte iniezione di fiducia, di coraggio e di speranza. Serve fede. Serve che il nostro Ordine si attivi al massimo per riempire, colmare questo vuoto di fiducia con iniziative, comunicazioni e soluzioni al servizio di tutta la comunità e con la piena valorizzazione di tutta la sua base numerosa di 23.000 iscritti. Che alle competenze di ognuno possa aggiungere quel plusvalore prezioso della fiducia fondata anche dal controllo della sua giustizia domestica e dalla deontologia. Nel concreto le iniziative possono essere tantissime e avvalersi delle ultime tecnologie digitali che permettono di remotizzare e moltiplicare le competenze. Dai controlli delle scuole a quelli sugli edifici pubblici critici quali ospedali, sedi di forze e corpi dello stato, fino ai singoli edifici privati. L’Ordine, in tutto questo, può facilitare i processi, le comunicazioni, i controlli e favorire la diffusione delle necessarie competenze con specifici corsi e seminari sul tema. Qui, in ambito editoriale, abbiamo già dimostrato con la recente Raccolta pubblicata online a fine agosto e presto disponibile a tutti in forma stampata, quanta competenza ed eccellenza esiste fra i nostri iscritti.

Ma quello che soprattutto si può e si deve fare è quello di infondere maggiore tranquillità e serenità nella popolazione che deve poter facilmente sapere dell’esistenza di questo capitale umano sul territorio e delle modalità di chiamata aiutando tutti e soprattutto i più anziani nell’evitare azioni di sciacallaggio dove, con la scusa del terremoto, vari soggetti entrano nelle case per depredarle.

La presenza di una crepa nell’edificio testimonia la presenza di più crepe ben più profonde negli animi degli abitanti da cui fuoriescono dubbi, pensieri, preoccupazioni levando, talvolta, anche il sonno ristoratore. C’è una forte esigenza, ora, nella popolazione di soggetti competenti, seri ed etici. Spesso talvolta solo per venire tranquillizzati. Il crollo recente del palazzo a Ponte Milvio e le modalità con cui si è dato non hanno certo giovato ad istaurare un clima di fiducia e speranza. I continui tagli e contenimenti dei costi nelle strutture operative pubbliche non aiutano. Neanche i numerosi scioperi che denunciano e comunicano con enfasi tali inadeguatezze presunte o reali che siano.

            Per rispondere efficacemente a questa esigenza diffusa di serenità occorre ripensare, almeno in alcune fasi, il rapporto fra pubblico e privato in mutua sinergia. Il pubblico può definire e comunicare a tutti il contesto di azione: i confini, le regole, le sanzioni, i ruoli. Il privato può animare e vivere tale contesto agendo, erogando in concorrenza i servizi rispettando le regole, incarnando i vari ruoli previsti. Il valore è dato dal confine del contesto che chiarisce i ruoli ma soprattutto gli spazi di incompetenza.

Un parere, una ispezione, un semplice consulto, fatto per tempo, se percepito di valore, trovato tramite un portale istituzionale ed erogato da un iscritto all’Ordine, oltre al suo valore tecnico, può colmare ed arginare da subito le crepe profonde dell’animo evitando, in soggetti sensibili o anziani, crolli e cedimenti futuri ben peggiori ed autodistruttivi. 

Francesco Marinuzzi